04/08/2011
Le 10 cose che ci rendono felici
Abitare vicino a un parco, vivere in una società equa, ma anche il profumo del caffè appena spacchettato. Sono alcune delle cose che danno la felicità agli inglesi. A stilare la classifica del benessere è l'Office for national statistics britannico che da un anno, su richiesta del governo, ha dato vita a un'indagine per valutare lo stato di soddisfazione delle famiglie.. Lo scopo finale del test è elaborare un "indice di benessere" che non tenga conto solo dei tradizionali indicatori economici. . Eccola classifica delle 10 cose che fanno felici gli abitanti del Regno Unito..vediamo punto per punto se sono felice.
1)vivere vicino a un parco o a una piscina (vale lo stesso se non sono di mia proprietà?)
2)avere accesso a servizi culturali, come una biblioteca (Beh..Firenze è un museo a cielo aperto..più cultura di così!)
3)essere fisicamente sani (tocchiamo ferro..)
4)avere il tempo per divertirsi e rilassarsi (adesso che sono momentaneamente disoccupata posso dire l'unica cosa che non manca è il tempo)
5)vivere in una società equa (no comment)avere i soldi per fare ciò che si vuole (io dico che il punto 6 vale da solo tutta la classifica..maparlo da povera, quindi forse non faccio testo. Aspetto smentite miliardarie)
6)essere liberi (di fare che? Rubare? Viaggiare? Uccidere?un po' vaghi questi inglesi)
7)essere soddisafatti della propria vita (direi che più che un motivo questa è una conseguenza della felicità)prendersi cura degli altri
8)l'odore del barattolo del caffè appena aperto (si si, tutti filosofi..però quando si tratta di magnare e bere....!!)
In conclusione, questi inglesi mica mi hanno convinto tanto...se per essere felici bisogna avere per forza soldi, salute, amore,tempo, libertà e un barattolo di caffè..e tutte le cose contemporaneamente, credo che siamo tutti destinati all'infelicità.
Qualcuno ha detto “la felicità sta nelle piccole cose” e forse è vero.
Io posso dire “la felicità è essere nel presente”:quindi, niente rimpianti per cose che non ci sono più, niente aspettative per qualcosa che deve ancora arrivare.
Semplicemente esserci. Nel qui e ora..magari godendoselo pure.
E voi ce l'avete una vostra top 10 delle cose che vi rendono felici?
17:15
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28/10/2009
INFEDELI E FELICI: SI PUO'?
Conciliare la vita di coppia con il desiderio di essere liberi.Provare emozioni diverse senza rinunciare alla stabilità di una relazione che dura nel tempo.Non sempre un tradimento mette in crisi un rapporto…anzi può migliorare l’intesa tra i patner.
QUATTRO MODI DI VIVERE L’INFEDELTà
-Desiderio di avventure romantiche.
Per chi cerca affetto e tenerezza il tradimento è un’avventura romantica.Con l’amante si assapora la
magia dell’innamoramento,che in certe fasi della vita di coppia può venire a mancare.Si và alla
ricerca di una persona cui dedicare la propria attenzione e che ricambi con gesti di dolcezza
-Conferma del proprio fascino.
I più narcisi e sicuri di sé tradiscono soprattutto x vanità,x sentirsi amati e apprezzati agli occhi di
un patner diverso.All’amente chiedono infatti una conferma della propria unicità.
-Piacere di conquiste difficili.
Le personalità estroverse e intraprendenti,che spesso agiscono d’impulso,vogliono un amante bello
e impossibile.La conquista difficile diventa così un odo x dimostrare a se stessi la propria forza e il
proprio valore.
-Ricerca di incontri oltre la routine.
Traditori seriali,amano le avventure da una notte.Allegri,ottimisti,entusiasti della vita,vogliono solo divertirsi x spezzare la routine e vivere ogni emozione in assoluta libertà.
Essere se stessi senza rinunce:l’essere umano è monogamo e infedele.Perennemente in bilico tra la sensazione di sicurezza che regala una vita serena a due e il piacere di riaffermare i propri desideri con un patner diverso.In una relazione consolidata si cerca spesso di soddisfare il piacere del patner prima del proprio. con l’amante invece si è più disinibiti,si è finalmente liberi di essere se stessi e di percepire il proprio corpo…questo non signifca che il sesso con l’amante sia migliore o peggiore,anzi il segreto di una buona intesa sessuale è la complicità che nasce dal dialogo e dallo scambio continuo tra i due patner.Un’intesa che si costruisce con il tempo e attraverso l’osservazione di sé e dell’altro.
Dare nuova energia alla coppia:alcune volte avere una storia clandestina fa riscoprire il piacere di farsi corteggiare,di fare l’amore in posti diversi e situazioni diverse,ma qualche volta tutto questo può servire x portare nuova energia alla coppia,è come se fosse uno scossone,con una nuova energia all’interno della coppia stabile,soprattutto quando non c’è più comunicazione e si è perso l’abitudine di sorprendere l’altro.
Superare il senso di colpa:ci sono molte coppie che riescono a stare insieme proprio grazie all’infedeltàxchè soddisfano all’esterno i propri desideri allentando le ensioni all’interno della coppia,a volte invece può capitare che un avventura extraconiugale possa aiutare la persona che è stata infedele a rivalutare il patner.Nonostante ciò,chi tradisce spesso si sente in colpa .E per motivi anche molto diversi .Quello che ci fa sentire in colpa è il tradimento di un’abitudine consolidata:l’essere infedeli,quando siamo infedeli non tradiamo solo il patner ma anche noi stessi xchè ci rendiamo conto di non essere stati all’altezza di un ideale di coppia che non contempla la presenza di amanti e scappatelle.
21:42
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26/08/2009
6 Fantastico
Stamattina mi sono svegliata pensando al poveraccio che pochi giorni fa si è aggiudicato il 6 al Superenalotto.
No, dico io, con tutti i posti in cui poteva succedere, proprio in un minuscolo paese dove si conoscono tutti??? e allora via con le interviste al sindaco che vuole un misero milioncino per il centro sportivo, il gestore del bar che chiede "solo" una bella macchina, il vicino di casa (90enne o quasi) che vuole la casa nuova, la parrucchiera che necessita di 500mila euro....insomma, tutti in piazza a festeggiare con tanto di cartello 6 UNO DI NOI!
Ma chi è, Gianni Morandi? Spero tanto che fra qualche giorno,il fortunato vincitore recapiti un bel videomessaggio a tutti i compaesani dove, con sincera partecipazione possa dire :" Cari compaesani,VI HO NEL CUORE....(e mentre l'inquadratura si allarga per mostrarlo su una scaletta dell'aereo in partenza)...ma sinceramente VI VO NEL CULO".
Stamattina pensavo anche a come li avrei spesi io,quei milioni di euro.
E allora mi è venuta un'idea.....perchè regalare soldi a babbomorto? secondo me, se quei soldi devono servire a fare del bene, ecco che bisognerebbe trasformarli in azioni o regali mirati al conseguimento del bene per ogni singolo...per il momento l'unica cosa utile che mi viene in mente è un soggiorno forzato di 3 settimane in un centro Messegué per i due buzzoni tirchi che non salutano mai, nonchè gestori del bar ricevitoria dove gioco sempre....io dico che..un regalo più utile di così......;-)
12:38
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06/07/2009
LA PAUSA DI RIFLESSIONE
Quando la convivenza sembra annullare le rispettive personalità,quando manca l’aria e ci si sente soffocare,la domanda sorge spontanea.E la risposta,niente affatto scontata,divide…
Un break serve davvero?Presto ci troviamo divisi in due schieramenti ben delineati,c’è chi pensa che si possa salvare un rapporto lungo,chi pensa sia solo un rimandare un distacco per paura di rimanere soli,chi pensa che prendendosi del tempo non si torna ad amare …
La decisione di fare o meno una pausa di riflessione è sofferta,perché non è mai facile accettare il fallimento,l’esito è quasi sempre scontato:la rottura definitiva del legame.Ma c’è chi sostiene che una pausa sia utile al posto di cedere a un impulso istintivo e si prende il tempo per fare una scelta ponderata,è importante xò ricorrervi solo se la situazione sta degenerando,quando cioè la conflittualità nella coppia è molto alta…
PERCHE Sì:
- è una sorta di riposo in cui i patner recuperano le energie messe a dura prova dai problemi di coppia(prevaricazioni,mancanza di dialogo..) e dai litigi.
- è paradossalmente,qualcosa che unisce.Richiede però disciplina:non ci si punta più il dito l’uno contro l’altro(cosa ben più facile)ma si fa silenzio.E in questo tempo sospeso entrambi i patner ripensano ai punti di incontro e scontro che caratterizzano la loro storia,per elaborare nuove soluzioni e preparare un nuovo terreno su cui seminare.
- Offre una nuova prospettiva sulla coppia.Vuol dire in sostanza fermare la partita,guardare dall’esterno come si è giocato e come ha giocato l’altro.Il patner ,di fatto,è un compagno di strada:vedere come si sta viaggiando insieme può essere utile per entrambi,per provare a reimpostare la relazione su altri binari,capire se si ha bisogno di altri ritmi,se è ora di accelerare o prendere strade diverse.
- Può aiutare a riflettere sulla propria vita.Si riporta l’attenzione su di sé,sulla propria unicità,elementi fondamentali perché il legame a due duri nel tempo xchè sia uno spazio in cui i patner si sentano appagati.La coppia,infatti,può funzionare solo se ciascuno possiede la libertà interiore di interessarsi alla personalità dell’altro,se è in grado di rapportarsi con l’altro,concepito come qualcosa di separato da sé,un soggetto con caratteristiche indipendenti.
- E l’occasione per riscoprire cosa si apprezza del patner oggi e recuperare quello che ci aveva colpito al primo incontro e che poi ci ha fatto innamorare:il sorriso,la bontà,lo sguardo o il modo di reagire alle provocazioni,di stare con gli altri…
- Sviluppa l’empatia cercando i motivi che ci hanno portato al conflitto,ci si mette anche nei panni dell’altro provando a capire le sue ragioni.è però importante considerare la pausa di riflessione una soluzione estrema,sospendendo il giudizio,a mente libera.
- Fermarsi fa parte del ciclo naturale della vita.Tutto ha bisogno di pause per poter essere apprezzato.
-
PERCHE NO:
- Sposta il problema perché lo spazio non va fatto fuori,ma dentro di se.non è nella pausa che
Si incontra il rispetto e ci si prende cura della coppia.Per recuperare un rapporto,molto meglio confrontarsi in modo diretto.La pausa è soltanto una maschera per nascondere quei problemi che poi inevitabilmente emergeranno di nuovo.
- Inganna,non si torna ad amare prendendosi del tempo,ma affrontando interiormente le paure
portate dalla propria storia.Non è certo la pausa a fare recedere il timore che dietro la fata
di cui ci siamo innamorati ci sia una strega,o che dietro il maschio seducente che ci ha fatto
perdere la testa si celi un mascalzone.Si pensa inoltre che al ravvicinamento il patner,come x
magia,capirà tutto.Ma il principe azzurro è una figura mitica,che si riferisce a uno stato
interiore di pace,non a un uomo reale.-Riduce la possibilità che la crisi della coppia evolva in positivo,anzi prepara la strada alla rottura,
passando però attraverso l’illusione di un ripensamento.In realtà esprime il timore di restare soli.
-Sostituisce il coraggio di dire basta per paura di ferire o per senso di colpa.é insomma una soluzione di comodo.Ma se si crede veramente nel rapporto,i problemi si risolvono in due.Insieme
ci si difende,ci si scontra e si litiga in modo costruttivo.
- Alimenta il conflitto.Raramente la pausa è presa di comune accordo.C’è chi la decide e chi
l’accetta per paura di perdere il patner.Del resto,per alcuni di noi,la dipendenza è meglio dell’abbandono.é quindi un gioco pericoloso,che finisce con aumentare le tensioni e a diventare un sistema perverso,che può continuare all’infinito.Fino a quando,cioè,non ascolteremo da dentro quei messaggi che la crisi ci invia.
- Illude.”Aspetto il momento giusto e poi si vede”Ci si trincera dietro a quel principio secondo cui ,ogni giorno che passa,il caso possa dare una svolta alla propria vita.Così facendo si mantiene in vita un possibile fallimento:il caso va”creato”,perché i veri cambiamenti sono dettati dal proprio io,non dalle influenze esterne.
Insomma la pausa è un banco di prova per la vita a due?
04/04/2009
Fuga da Alcatraz
È già la terza volta che mi ritrovo a parlare con perone lasciate a pochi giorni dal matrimonio,addirittura una volta avevo già la partecipazione in mano…e mi chiedo come mai certe decisioni vengano prese così quasi all’ultimo minuto…forse uno si “sveglia”e capisce che quella non è la persona adatta per passarci tutta la vita insieme,ma bisogna arrivare a questo punto per capirlo?E mi sono ritrovata a dire la classica frase del cavolo”meglio prima che dopo”,ma capisco che non è una frase di consolazione,anche xchè sarebbe stato meglio prima del prima…
Lasciarsi quando uno si immagina già nel giorno in cui dovrebbe essere il più bello della tua vita ,hai già scelto il vestito,fatto la lista degli invitati..non credo possa avere delle giustificazioni..
Perché si arriva a questo?Chissà che cosa scatta nella testa di quella persona che decide di mollare tutto,fuggire dalle responsabilità oppure capire che non c’è più amore?Qualsiasi cosa sia non si dovrebbe arrivare fino a quel punto per fare chiarezza dentro di se…penso che sia il momento peggiore x lasciare il tuo compagno/a.
È un passo importante da fare,un grosso cambiamento di vita,questo mi fa capire che alcune volte i rapporti vanno avanti nel tempo solo x comodità ,monotonia o altro.Alcune persone non riescono a lasciare,magari ti portano ad essere lasciate,ma così proprio non lo capisco.
Una volta mi sono ritrovata a mettere con le spalle al muro un ragazzo per vedere se i mie dubbi sul suo amore erano reali,e purtroppo è stato così!!!Ma vivere un rapporto di coppia oggi che cos’è...una sfida?Un quiz a premi?Tutto può iniziare e finire…anche le storie più belle…ma basta farlo con dignità e rispetto per quella persona che ti ha dedicato del tempo della sua vita.
Maddy
14:56
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03/04/2009
Se la mamma di lui è ingombrante
…”Prima di rientrare passo da mia madre”…”No questo weekend non ci possiamo muovere:la mamma resterebbe sola “…”Che fastidio ti dà se viene tutte le sere a cena da noi?”
Quando il nostro lui appartiene alla vastissima categoria dei mammoni ,la vita a due può diventare difficile.Come gestire la situazione senza mettere in pericolo la coppia?.Innanzitutto cercando di comprendere cosa c’è dietro questo eccessivo attaccamento alla madre,in seguito disinnescando il problema,il che significa anche lavorare su di se.
COMPRENDERE LE RAGIONI DI LUI
-L’insicurezza-
Molti uomini anche di successo,sono alla ricerca di conferme.La presenza della madre,con il suo amore incondizionato,offre un balsamo alla loro insicurezza.”Sei il migliore”..il tuo capo non ti capisce.”se solo tu volessi ti lasceresti tutti indietro”…per il mammone insicuro,frasi come queste fanno della madre una compagnia irrinunciabile.
-Il senso di colpa-
“io mi sono sempre sacrificata per te”..frase molto usata che molti uomini si sono sentiti ripetere fin da bambini e che fa scattare in loro un immediato senso di colpa a fronte di una presunta irriconoscenza verso la genitrice-vittima.
-La sindrome del figlio perfetto-
È tipica dei bambini che non si sono sentiti amati e che,anche da adulti,continuano a fare di tutto per esserlo,inseguendo il miraggio del figlio modello sempre in cerca dell’attenzione e dell’amore materno.
LAVORARE SU DI Sè E SU LA COPPIA
-Evitare la competizione-
Quella tra voi e vostra suocera non è una gara.Perchè cercare di dimostrare di essere la migliore in ogni occasione?Il vostro patner vi ha scelto x come siete.
-Costruire e non distruggere-
Mettere continuamente in discussione l’amore tra madre e figlio non è né giusto né proficuo.Avete mai provato a rassicurarlo dicendogli che comprendete il suo amore x la madre e a confessargli cha a volte vi sentite un po’ escluse?
-Creare nuova complicità-
Curate la vostra relazione cercando nuovi spazi esclusivamente a due e proponete momenti che favoriscano l’intimità.
15:17
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20/03/2009
Lettera di Luciana Littizzetto
Lo confesso.
Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile 'For men magazine'.
Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto 'figo da spogliatoio')?
Almeno quattro i titoli memorabili:
'Falle dire basta stanotte!'
'Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali'
'Trucchi: mangi il doppio diventi la metà '
'Smetti di fumare e voli ai Caraibi'.
Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi, ma a far dire
'BASTA' a una donna siete già tutti bravissimi da soli poichè di solito ne abbiamo abbastanza dopo i primi tre minuti.
La vostra difficoltà sta nel farle dire 'ANCORA!', al limite.
Ci pensi su, per il prossimo numero.
Riguardo allo slogan 'Ricco entro Pasqua' beh, signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets: passamontagna e chiave inglese.
Alla promessa 'Mangi il doppio e diventi la metà ', invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa.
Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento l'esatta metà del Partenone, in effetti.
Infine, sempre in copertina, campeggia la scritta 'Smetti di fumare e voli ai Caraibi'.
Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un'isola tropicale a festeggiare.
In compenso ho sentito un sacco di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e s'è fatta certi viaggi senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina.
Ma questo è solo l'inizio.
Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no, il meglio è all'interno!
A pagina 52 c'è un avvincente e istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su 'come slacciarle il reggiseno' che tiene conto dei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo...).
A parte l'intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo, che è : 'se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!'.
Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna Moderna.
A pagina 50 poi, si tocca l'apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: 'Se l'iguana domestico ci prova con tua moglie'.
Nell'articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo.
Senta signor Biavardi, lei l'ha mai vista una donna col ciclo?
Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al motorino. Parlo della donna in quei giorni lì.
Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera del cugino It e l'affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana.
E infine, l'apoteosi vera e propria: il test 'sei uno stallone o una schiappa?'. Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa:
'Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo, con la sua compagna di stanza?'
'Un sacco di volte! Alla casa di riposo 'Domus Mariae'.
O 'Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?'
Sì certo, da una rappresentante della Folletto.
Mi fermo qui. Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola.
Mica lo so chi sta peggio!!"
12:39
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06/03/2009
8 MARZO
Domenica è la festa delle donne,per prima cosa vorrei fare gli auguri a tutte le donne che seguono il blog…scrivo questo post xchè vorrei che questa festa non sia presa solo da un punto di vista commerciale,ma da quel significato che in realta è …,e fare una riflessione su ciò che rappresenta realmente.Le origini risalgono al lontano 1908,quando,pochi giorni prima di questa data,a New York,le operaie della industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni,finchè l’8 Marzo il proprietario Mr.Johnson,bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono.Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale,a favore delle donne da Rosa Luxemberg,proprio in ricordo della tragedia.
Sono passati molti anni e forse in pochi si ricordano realmente cosa sia successo in questa data,dove in realtà non ci vedo niente da festeggiare,per fortuna le cose sono cambiate anche se ai giorni nostri dobbiamo combattere con altre violenze,soprattutto quelle fisiche,fatti di violenza… spesso consumate tra le mura domestiche,e nemmeno denunciate.
Quindi…aboliamo questi spogliarelli maschili dai locali,che ci fanno sembrare oche giulive(oddio qualche trota c’è..),cerchiamo di non bere se l’unico brindisi che facciamo è quello di capodanno,insomma…cerchiamo di avere un contegno!!!!Questo lo dico xchè qualche volta mi sono pentita di uscire l’ 8 Marzo,vergognandomi di essere donna passando tra gli uomni che commentavano delle trote ubriache attaccate al perizona leopardato del povero malcapitato spogliarellista.E diamo un altro valore a questa festa,anche se la nostra festa è tutti i giorni,per tutte le donne che sono donne,mamme,lavoratrici,mogli,amiche e che riescono a fare tutto…
AUGURI!!!
Maddy
16:46
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Gardenia per la ricerca
Il 7 e 8 marzo, in occasione della Festa della Donna, torna la vendita di gardenie, proposta dall'Aism, per sostenere la ricerca per vincere la sclerosi multipla ed aiutare le persone colpite da questa malattia. In tremila piazze italiane, si svolgerà infatti l' iniziativa "Gardenia dell'Aism". Cronica, invalidante ed imprevedibile, la sclerosi multipla è una grave malattia del sistema nervoso centrale. Può portare gradualmente all'invalidità e rendere più difficili le azioni più semplici, come camminare, leggere, parlare e persino prendere un oggetto in mano. Ogni quattro ore in Italia una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla e 2 volte su tre è una donna. Nel nostro Paese - si legge in una nota dell'Associazione - le persone affette da questa malattia sono cinquantasettemila, 3 milioni nel mondo. Negli ultimi 20 anni sono stati investiti circa 24 milioni di euro nella ricerca scientifica, in borse di studio e iniziative speciali. Fino all'8 marzo inoltre è possibile donare 2 euro a favore della ricerca inviando dal cellulare un sms al 48543, oppure chiamando lo stesso numero dal telefono di rete fissa di Telecom Italia.
15:47
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28/02/2009
TROMBAMICO/A

In questa era dove i single spopolano da tutte le parti,un po’ per la scarsa voglia di fare una vera e seria relazione,un po’ per paura d’innamorarsi,e altro ancora…ecco che si fa largo la figura del trombamico/a colui/ei che oltre ad esserti vicino moralmente,ti è vicino/a anche fisicamente…
Spesso possono essere amici di vecchia data oppure appena conosciuti, ma dove gli incontri non vanno al di là che sotto le coperte.In questa maniera abbiamo la soddisfazione fisica senza sentirsi in dovere di fare il fidanzato/a con sms,lunghe telefonate uscite la domenica pomeriggio,e sentirsi cmq liberi di fare eventualmente anche altre storie…Si possono tenere separati il cuore(sentimento),il cervello(pensiero),e l’organo genitale?(il piacere).Probabilmente si dato che questa figura è molto diffusa.Ci sono trombamici che magari condividono anche qualche sera ad un cinema o ad un ristorante per una cena(non troppo intima)altri che invece condividono solo il sesso,
ma alla fine cosa ti lascia?Possono avere anche il diritto di sparire senza nemmeno degnarsi di dire che non hanno più intenzione di vederti xchè magari hanno già “un amico/a”nuovo…
Anche questa può essere definita una relazione?L’importante credo che sia tenere ben separati i 3 organi,altrimenti il rischio che uno dei due amici s’innamori ci può essere e alla fine credo che dopo non sia piacevole essere cercato/a solo per il sesso…oppure uno continua con la speranza che magari un giorno le cose possano cambiare e tu possa passare da ufficioso/a a ufficiale…
Ma questa è un'altra storia…
Maddy
19:41
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25/02/2009
il desiderio...
A giudicare dall’abbondanza di annunci che si trovano sui vari giornali la “sindrome del pene piccolo”è ancora dura a morire…chi sogna davvero un membro alla Rocco Siffredi,gli uomini o le donne?Il pene grande è uno dei miti dell’immaginario sessuale,sia maschile che femminile.Ma nella vita reale,la dimensione è davvero così importante?
UN FANTASMA MASCHILE
L’amante instancabile
Chi fantastica un pene grande lo immagina anche iper funzionante,spesso si investe eccessivamente sull’apparenza fisica e sulla dimensione e funzionalità degli organi.La fantasia del pene grande coincide poi con la fantasia di un super godimento.é stato detto e ripetuto che la lunghezza e il diametro del pene non hanno alcun rapporto con la sua funzionalità.A occupare i pensieri maschili non è solo la lunghezza,ma anche la circonferenza,spesso sono convinti che avere un membro più grande darebbero più soddisfazione alla donna nel rapporto sessuale.
UN FANTASMA FEMMINILE
Il desiderio di potenza
Nelle fantasie delle donne il membro maschile è forte e xchè no,grande e ben fatto.Fa parte dell’immaginario erotico femminile,ma un conto è la fantasia,un altro ciò che si apprezza nella realtà.Può avere un piacevole impatto visivo ed essere eccitante all’inizio di una relazione.Presto xò questo dato passa in secondo piano rispetto ad altri fattori,come l’esperienza di lui,la sua abilità e sensibilità..
19:35
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14/02/2009
SAN VALENTINO
Oggi è San Valentino...la festa degli innamorati...e vorrei fare gli auguri a tutte le coppie,e a tutte le persone cmq innamorate.Ma non ci limitiamo a fasteggiare il nostro amore una volta l'anno,non ne ha senso,ma almeno una volta il mese,facendo una piccola sorpresa al nostro lui o alla nostra lei...oggi è una giornata dove molte persone si sentono in obbligo di fare x forza qualcosa xchè lo richiede il calendario,ma io vi chiedo di farlo quando ve lo sentite,anche in un giorno qualsiasi,xchè sarà solo il vostro giorno non condiviso con altre diecilmila e più perone...
Maddy
15:06
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11/02/2009
Un saluto a Eluana
Sono passati 17 anni da quel mattino di gennaio, quando la ragazza viene ricoverata a Lecco in coma profondo per un gravissimo trauma cranico riportato nell'incidente. Come se non bastasse, la frattura della seconda vertebra cervicale la condanna quasi sicuramente alla paralisi totale. Ma sul momento la cosa più urgente, per i medici, è strappare la ragazza dalla morte. Per questo motivo viene intubata e le vengono somministrati i primi farmaci. I due rianimatori fanno capire chiaramente ai genitori che in questi casi non resta che attendere il decorso delle successive 48 ore, per vedere come reagisce Eluana.
Niente, la ragazza continua a vegetare. Dimessa dalla rianimazione nell'aprile 1992, viene portata in un altro reparto dell'ospedale di Lecco, dove è sottoposta a una serie di stimoli, nella speranza di un sempre più improbabile "risveglio". Intanto il padre, consigliato dal primario del reparto di rianimazione Riccardo Massei, chiede un consulto a vari specialisti. Ma il verdetto è sempre lo stesso: bisogna aspettare. Il lavoro che stanno facendo all'ospedale di Sondrio - dove Eluana viene trasferita nel giugno 1992 - è ineccepibile. Poi la solita frase: "La speranza è l'ultima a morire".
In realtà la speranza si riduce ben presto a zero. Infatti dopo dodici mesi è possibile fare una diagnosi definitiva e sicura di stato vegetativo permanente, ossia irreversibile. La regione superiore del cervello (corteccia), compromessa come nel caso di Eluana da un trauma oppure da un'emorragia, va incontro a una degenerazione definitiva. E con essa tutte le funzioni di cui è responsabile: dall'intelletto agli affetti, e più in generale alla coscienza.
Il limite dei dodici mesi è dato per assodato a livello internazionale. Tanto che, passato quel periodo, la British Medical Association e la American Academy of Neurology sostengono la legittimità di sospendere nutrizione e idratazione artificiale. Ma non in Italia, dove la maggior parte dei medici non si azzarda ancora a dire chiaramente che tenere in vita più a lungo questi pazienti possa essere definito accanimento terapeutico.
Ed ecco come vive ancora oggi Eluana: i suoi occhi si aprono e si chiudono seguendo il ritmo del giorno e della notte, ma non ti vedono. Le labbra sono scosse da un tremore continuo, gli arti tesi in uno spasimo e i piedi in posizione equina. Una cannula dal naso le porta il nutrimento allo stomaco. Ogni mattina gli infermieri le lavano il viso e il corpo con spugnature. Un clistere le libera l'intestino. Ogni due ore la girano nel letto. Una volta al giorno la mettono su una sedia con schienale ribaltabile, stando attenti che non cada in avanti. Poi di nuovo a letto.
Commenta Carlo Alberto Defanti, primario del reparto di neurologia dell'ospedale Niguarda di Milano, che ha visitato Eluana alcuni anni fa: "Malgrado non soffra direttamente per il suo stato, dovrebbe essere chiaro a tutti che la sua condizione è priva di dignità. Di lei rimane un corpo privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente nelle mani del personale che la assiste. La sua condizione è penosa per coloro che la assistono e che hanno ormai perduto da tempo la speranza di un risveglio e per i suoi genitori, che hanno perso una figlia ma non possono elaborarne compiutamente il lutto".....
Luca Carra
Adesso invece Eluana non c'è più...per la scelta giusta o sbagliata che qualcuno ha fatto per lei,il mondo intero si è diviso,è stata una liberazione per lei?é giusto far vicere una persona come un vegetale x 17 anni?Lei forse era stanca dato che solo dopo poco che avevano smesso di nutrirla è morta...Un'agonia durata così tanto tempo,dove anche un genitore si era arreso...,non sono decisioni facili da prendere credo,ma x nessuno...
Maddy
00:01
Scritto da: divegroup
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06/02/2009
Le strane coincidenze
Come tutte le mattine ci si trova fermi al semaforo assorti nei nostri pensieri ,con ancora la forma del cuscino stampata sulla guancia…e si pensa alla giornata frenetica che ci aspetta,un po’lo stesso copione tutti i giorni quasi le stesse cose,giriamo un attimo il collo per vedere chi abbiamo accanto(a me non capita mai di essere affiancata da un bel tipo!)e ci accorgiamo che è la solita macchina del nostro/a ex…va beh può capitare no?che c’è di male,è una macchina molto comune,e mentre uno sorride ed ecco che parte alla radio una canzone che ancora una volta ti fa pensare a lui/lei…e pensi che siano strane “coincidenze”.
Se si ha la possibilità ci si ferma anche al bar,x un caffè o un cappuccino veloce prima di entrare in ufficio,c’è molta gente ancora assonata che parla del più e del meno …poi si sente chiamare un nome e guarda caso è quel nome, lo stesso che tempo prima avevi chiamato più volte…e pensi che forse sarebbe meglio tornare a letto xchè se il buongiorno si vede dal mattino,non è proprio giornata!
Il giorno prosegue come sempre anche se poi è inevitabile non pensare a quelle piccole coincidenze…ma ci possono essere periodi in cui una persona può trovare piccoli segnali nel quotidiano…le ore trascorrono,pausa pranzo,dove uno se può invece che pranzare fa altre mille cose,tipo la spesa,e al reparto frutta e verdura stanno rimettendo in ordine,ci sono cassette da sballare e cosa vedi?ancora un nome o cognome uguale…a questo punto anche se si aveva già in mente di addentare un panino al volo(cambiando bar),ti passa la fame!!!!
Si rientra in ufficio,e si pensa di avere problemi psichiatrici seri,ma poi si riflette,si ragiona,e non ci si pensa più…la giornata è quasi svolta al termine…e ognuno fa qualcosa,si va a casa,i più decisi in palestra,a fare un aperitivo…e si prosegue con la serata..ma anche la sera qualsiasi cosa tu faccia ritrovi un qualcosa che ancora una volta ti ricollega a lui/lei…allora decidi di cercare su internet il numero di un esorcista xchè pensi che non sia possibile!!!!
Ma xchè esistono tutte queste coincidenze in un giorno solo?Siamo noi ad attirare le cose oppure quel giorno preciso si doveva pensare a quella persona?A cosa possono servire?
Maddy
22:34
Scritto da: divegroup
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